Andalusia | #3.1

Ben trovati a tutti, viaggiatori!

Scusatemi per il ritardo epocale con cui pubblico questo post, ma gli ultimi giorni sono stati abbastanza pieni.

Dunque, stavamo parlando di Andalusia e di embrujo. Avevamo iniziato con una descrizione generale sullo spirito di questa Terra e avevamo detto che saremmo scesi nei dettagli in questo articolo. Quindi, diamo un taglio alle chiacchiere introduttive per ripartire subito verso questa regione meravigliosa.


Colonna sonora: Volver – Estrella Morente


1- Sevilla

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Direi di iniziare da Siviglia, il superbo capoluogo dell’intera Comunità Autonoma. Molti dicono che chi non ha visto Siviglia non ha visto la Spagna. Un po’ sulla falsariga di vedi Napoli e muori, ma certamente meno drammatico! In effetti, Siviglia sembra incarnare alla perfezione lo spirito del Secolo d’Oro dell’ Impero Spagnolo. Palme di ogni dimensione, case bianche, variopinti locali e carrozze trainate da cavalli fanno da cornice all’enorme Cattedrale. Al suo interno, non potrete non sentire un brivido ammirando la straordinaria tomba di Cristoforo Colombo, l’antesignano del Sogno Americano. La celeberrima Giralda, il minareto dell’antica moschea, vi darà l’opportunità di contemplare dall’alto le meraviglie della città e di spaziare lo sguardo fino al Guadalquivir, mentre il sottostante patio de los naranjos concederà un po’ di riposo alle gambe provate dalla salita sulla torre grazie all’ombra dei suoi alberi d’arancio.

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Per chi inizia il tour di questa regione proprio da Siviglia, i Reales Alcázares consentono di familiarizzare con la commistione delle culture occidentale e araba che caratterizza l’Andalusia. Questa residenza reale, infatti, è composta da un insieme di palazzi costruiti in epoche diverse e da dominatori differenti che permettono di entrare in contatto con la travagliata storia medievale di Siviglia. Non deve stupire che questa città sia la meno arabeggiante di tutte quelle andaluse: è stata la prima a cadere in mano ai Re Cattolici durante la Reconquista della Penisola Iberica.

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Ultima perla da non perdere a Siviglia è senza dubbio Plaza España. Questa enorme piazza costruita in occasione dell’esposizione Iberoamericana del 1929 è un tributo alla Spagna. Immersa nel verde del Parque María Luisa, nelle giornate di sole la sua pietra rossastra fa da contrasto con l’azzurro del cielo e regala ad ogni visitatore uno spettacolo unico. Inoltre, lungo il suo perimetro sono rappresentate tutte le provincie della Spagna.

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Sì, lo so che nell’articolo precedente vi ho fatto una testa tanta con l’embrujo e che ancora non vi ho detto dove sentirlo. Ma dovevo immergervi nell’atmosfera prima di darvi degli esempi pratici. Ecco, allora, dove ho sentito io la forza  e il fascino di questa città.

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  • Guadalquivir

Il Guadalquivir è uno dei fiumi più belli che abbia mai visto, non chiedetemi il motivo. Lo è e basta. Grande, forte e selvaggio. Contemplare lo scorrere delle sue acque è come trovarsi davanti a un paradosso: senti tutta la forza di questo Signor Fiume, come se al posto dell’acqua contenesse un milione di destrieri infuriati, e, contemporaneamente, vieni pervaso da un senso di profonda calma, quasi come se avessi davanti un albero secolare. Una meraviglia. Io ho fatto una passeggiata lungo le rive del Guadalquivir verso l’ora del tramonto, arrivando fino alla zona dove si è tenuta l’Expo nel ’92. Qui, dove la natura è un pochino più selvaggia rispetto al centro storico, mi sono fermato a leggere, con i piedi a penzoloni sul pelo dell’acqua, il Romancero Gitano di Federico García Lorca. Questa raccolta di poesie è, in sostanza, un inno all’intera Andalusia. Beh, immaginatevi la meraviglia di quel momento: l’oro del tramonto, lo scorrere del fiume, i vogatori che si allenano in lontananza, i rami dei salici che lasciano le loro punte a mollo nella corrente, la lieve brezza della sera e Lorca che echeggia dentro alla testa. Lo sentite adesso l’ embrujo?

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  • Flamenco

Ora, il flamenco, parlo di quello vero e figo, si può vedere in tutta l’Andalusia. Ma io ve lo metto sotto Siviglia per due motivi. Uno: entrambe le volte che ci sono stato, mi sono goduto lo spettacolo proprio qua. Due: Siviglia ospita la Biennale del Flamenco e fa parte del triangolo d’oro del flamenco insieme a Cadice e a Jerez de la Frontera.

Dicevamo, se proprio non riuscite a capire cosa sia l’embrujo, guardatevi il flamenco. Andrete a colpo sicuro. Per esperienza, vi suggerisco il tablao Casa de la Memoria. Ah, mi dimenticavo di dire che le esibizioni costano sui 20 euro, ma li valgono tutti fino all’ultimo centesimo.

Dunque, cos’è il flamenco? Se chiedete a un qualsiasi andaluso, probabilmente vi dirà che il flamenco non è solo danza, ma un’arte che ne comprende 3: canto,ballo e chitarra. L’unico consiglio che vi voglio dare è di lasciarvi trasportare. Prima dalla musica, poi dal battere delle mani e dalla voce del cantaor e, infine, dagli occhi rapiti, dai movimenti e dal taconeo dei bailaores. Ricordate che, spesso, durante un’esibizione di flamenco vengono raccontate delle storie. Cercate di seguirne il filo. La pelle d’oca è assicurata.

Lo so che, in pratica, ho detto tutto e niente, ma descrivere a parole il flamenco è assai riduttivo. Un po’ come quando Dante descriveva il Paradiso (come faccio i paragoni azzardati io nessuno mai). Quindi, andateci e poi mi direte.


2- Córdoba

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Córdoba è una bomboniera. Abbarbicata attorno alla meravigliosa Mezquita, la moschea di arabo retaggio, questa città è una delizia per qualsiasi viaggiatore. I vicoli tortuosi del centro storico che risalgono dal Guadalquivir fino alla città nuova sono fiancheggiati da stupende case intonacate di bianco. Sui loro balconi, inoltre, piccoli vasi in terracotta dipinti di blu elettrico fanno a gara col colore del cielo. Nell’intricato dedalo di stradine, inoltre, si possono trovare incantevoli piazzette. Una di queste, la Plaza del Potro, è famosa per essere la sede della locanda che ha ospitato nientepopodimeno che Don Chisciotte. Non dimenticate di attraversare il ponte di epoca romana sul Guadalquivir per ammirare lo splendido, passatemi il termine, skyline della città. A Córdoba l’ embrujo fa rima con Mezquita.

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  • Mezquita

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Dovrebbe essere, se non ricordo male, la più grande moschea d’Europa. In ogni caso, camminare in mezzo alle colonne della Mezquita di Córdoba è senza dubbio una delle cose da fare almeno una volta nella vita. In sostanza, questo luogo di culto altro non è che una foresta di archi rossi e bianchi che si estende a perdita d’occhio. Questo posto, insieme alla Cappella Sistina, è uno dei pochi luoghi al mondo in cui riesci a sentire la forza della creatività umana e a percepire la grandezza di quello che le nostre mani possono arrivare a costruire. Certo, il più delle volte il nostro potenziale viene gettato nella spazzatura, ma, per fortuna, esistono architetture come questa a ricordarci che, sotto sotto, siamo straordinari. Sentite tutta la potenza millenaria di questi archi su di voi e raccoglietene la forza. Per farlo, spostatevi nelle zone meno battute dalle comitive di turisti. Soprattutto, allontanatevi dalla cattedrale cristiana che, nel centro esatto della moschea, è stata eretta nel medioevo a deturpare quest’opera magnifica.

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3- Granada

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È la terza perla dell’Andalusia, sorvegliata dalle monumentali mura dell’Alhambra e contaminata più che le sue due sorelle dalla cultura araba. Granada vi lascerà senza fiato. Non solo per via della celeberrima fortezza araba e delle meraviglie in essa contenute, ma anche perché le sue strade, grazie alle innumerevoli sale da tè, ai bagni arabi, ai ristoranti marocchini e a un vero e proprio suq sembrano catapultare ogni viaggiatore nel Maghreb.
Di mattina rendete omaggio ai Re Cattolici, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, i cui resti riposano nella Cappella Reale al lato della cattedrale. Senza di loro, Colombo non avrebbe scoperto l’America! Al pomeriggio rimanete senza parole entrando nei palazzi e ammirando gli stupefacenti patii dell’ Alhambra (prendetevi tutto il tempo, ci vogliono almeno 3 ore e mezza per visitare tutto il complesso monumentale). Al calare del sole, però, fate rotta verso il Mirador de San Nicolás per sentire dentro di voi tutta la magia dell’ embrujo.

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  •  L’Alhambra al tramonto

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Il Mirador de San Nicolás è, in sostanza, una piazzetta che si trova nel quartiere dell’ Albaycín sulla collina di fronte all’ Alhambra. Da qui, grazie a una terrazza panoramica si può vedere il simbolo di Granada in tutta la sua maestosità. L’ora del tramonto, sebbene molto inflazionata, a mio avviso è la migliore per contemplare il monumento. Appena il sole inizia a calare, infatti, le mura della fortezza iniziano a tingersi piano piano di rosa, per poi virare al rosso nei momenti che precedono l’avvicinarsi della notte. Magia pura. Prendetevi un’ora intera per godervi nel modo migliore questa meraviglia. Uno dei più bei tramonti d’Europa senza alcun dubbio.

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Ragazzi, io volevo finire di parlare dell’Andalusia in questo articolo, ve lo giuro. Ma sono arrivato a quasi 1500 parole. Mi son fatto prendere la mano dalle suggestioni di questa terra, perdonatemi. Direi, per oggi, di finirla qua. Sappiate, però, che l’Andalusia ha ancora un miliardo di cose da offrire e che l’embrujo possiede ancora innumerevoli declinazioni.

Alla prossima, viaggiatori!

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