Terrore| #5.0

Questo articolo probabilmente non avrà né capo né coda: è scritto di getto davanti a un’edizione straordinaria di un telegiornale qualsiasi. In realtà, ancora non ho ben capito cosa sia successo a Parigi di preciso, ma le immagini parlano da sole. Ho solo sentito il bisogno di prendere in mano il portatile e scrivere.
Nessun viaggiatore, o meglio, nessun cittadino del mondo che si rispetti può permettersi di rimanere in silenzio davanti a una città che sanguina; soprattutto, quando a farlo è una delle città simbolo di un intero continente, forse dell’intero pianeta.
Nessuna persona, o gruppo di persone, deve permettersi di infliggere tale ferita.
Non starò qui a tediarvi con un inutile elogio di Parigi: non è di questo che ha bisogno.
So solo che, ormai un anno fa, ho visitato il memoriale dell’11 settembre ed è stata la cosa più straziante a cui, in 23 anni di vita, mi è capitato di assistere.
Ecco, di memoriali ne abbiamo già abbastanza; ne abbiamo le palle piene di monumenti commemorativi e di muri del pianto dove ricordare stragi, vittime e attentati.
In quel poco di mondo che ho avuto la fortuna di vedere, ho imparato che, per quanto le nostre lingue siano diverse e le nostre culture opposte, ogni persona che cammina su questa terra ha voglia, diritto e dovere di vivere la sua vita nella massima delle felicità possibili.
Chiunque voi siate, qualsiasi lingua voi parliate, sappiate che ci avete sbriciolato i coglioni con tutto questo terrore. Vorrei ricordarvi che, nonostante vi professiate paladini della religione e della buona condotta, non è ammazzando persone che si diventa persone migliori.
Si diventa persone migliori solo alzandosi ogni giorno con la voglia di mettersi in discussione e di confrontarsi con gli altri. Non si diventa migliori alzandosi con la voglia di eliminare la discussione e il confronto estirpando gli altri alla radice.
Abbiamo già avuto troppo terrore, troppo panico e troppa ansia in migliaia di anni di storia. Dobbiamo smettere di guardare al vicino come il nemico e guardarlo come una risorsa da cui imparare.

Voi fate come credete, ma il giorno in cui l’Amore, quello con la A maiuscola avrà la meglio sulla paura e sull’odio per il diverso, io sarò sulla vostra tomba a ballare un macabro tip tap e a brindare alla mia salute. Anzi, forse non mi prenderò neanche la briga di farlo, non ve lo meritate.
Parigi, resisti. Mostra ancora una volta che, oltre al tuo fascino senza tempo, hai anche una forza sovrumana. Noi siamo con te.
T

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