Ritorni |#10.0

Sono passati quasi tre mesi dall’ultimo articolo, tre mesi in cui sono successe tantissime cose.
Ho dato tutti gli esami della magistrale e sono ufficialmente entrato nel mondo dei laureandi.
Ho vinto una borsa di studio che mi permetterà di passare un mese in Spagna questo autunno, tra Vigo e Siviglia.
Ho iniziato a scrivere la tesi.
Ho lavorato a convegni di veterinaria, fiere del fitness e tornei di calcio sulla sabbia.
Sono stato al Salone del Libro di Torino (e non ve ne ho parlato).
Ho avuto moltissime idee per il blog. Idee che presto potrò condividere con voi.
Ho progettato viaggi.

Nel frattempo, il mondo è andato avanti.
L’Italia ha compiuto 70 anni.
Roma ha conosciuto il suo primo sindaco donna.
Il Regno Unito ha espresso la sua volontà di abbandonare l’Unione Europea.
Il Portogallo ha vinto gli europei di calcio.
La sonda Juno è entrata nell’orbita di Giove.
Siamo stati Orlando, Dacca e Istanbul, ma ci siamo dimenticati di essere più umani.

Poi è arrivato oggi.
Oggi è un giorno speciale. Due anni fa esatti mi laureavo in Mediazione Linguistica Interculturale e l’anno scorso visitavo Expo Milano 2015. Di conseguenza, anche quest’anno l’ 11 luglio deve essere una giornata unica. Oggi inauguro il nuovo Parole in Viaggio con una grafica nuova di zecca (grazie infinite, Diletta), un nuovo articolo e un layout più accessibile e di più facile consultazione.
È sempre bello tornare a casa, in fin dei conti; anche alla fine di un viaggio. Nonostante ti porti dentro quella nostalgia per la vacanza che sta finendo, per le emozioni che hai appena vissuto e che difficilmente rivivrai a breve seduto dietro la scrivania dell’ufficio, nel profondo del cuore sei contento.
Contento perché non vedi l’ora abbracciare la tua famiglia e liberarti di quei 10 kg abbondanti di pensierini che ti sei portato dietro per mezzo mondo tra un aeroporto e l’altro. Contento perché puoi ritrovare gli amici e raccontare  loro di quando stavi per essere investito da un cammello sul monte Sinai. Contento per il tuo letto. Contento per la pizza. Contento per il bidet. Insomma, anche se sei appena tornato da una settimana da sogno in un resort a 5 stelle a Moorea, hai sempre un buon motivo per essere felice: sei a casa, con le tue persone.
Alla fine, anche la vita è così, no? Puoi essere stressato per l’esame di Anatomia Generale, agitato per i risultati di quell’ecografia che tardano ad arrivare, esausto per quel lavoro che ti tiene occupato 10 ore al giorno e col quale a malapena riesci a concederti qualche sfizio. Puoi avere tutte le sfortune del mondo, ma quando trovi il tuo spazio, le tue piccole cose, te stesso, allora non hai più paura di niente.
Oggi torno a casa mia. Oggi inizia un nuovo percorso. Spero ne vogliate far parte.
T

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