Toscana | #17.0

Dicono che la Toscana sia la regione più bella d’Italia. Io, che l’Italia ancora non l’ho girata tutta, questo non posso dirlo.
È certo, però, che questa regione contribuisce in modo molto significativo a rendere la nostra penisola uno degli angoli più belli del pianeta.

Colline ricolme di vigneti che si perdono a vista d’occhio fino all’orizzonte, dolci, fertili e verdi.
Filari di cipressi che circondano gli innumerevoli borghi di origine etrusca che sono sopravvissuti ai secoli.
Isole la cui bellezza, oltre che nel mare cristallino, risiede nella semplicità.
Aspre pianure solcate dai butteri a cavallo che in estate si riempiono di ginestre in fiore .
Tradizioni di origine medioevale e rinascimentale che faticano a perdersi e sfidano l’avanzata forsennata della modernità.
Città di incomparabile bellezza racchiuse attorno alle loro mura di mattoni imbruniti dal sole.
Monumenti simbolo di un’intera nazione che continuano a farti sgranare gli occhi anche quando li vedi per la trentesima volta.
Vini che custodiscono nel loro sapore la ricchezza della terra in cui sono cresciuti.

E poi c’è lei. Firenze.
La regina di questa regione, una delle pietre più preziose di questo gioiello chiamato Italia.
Camminando per le sue strade, è impossibile non pensare di essere ritornati indietro di qualche secolo. Di essere ritornati a quando questa città, incuneata nella valle dell’Arno, sfidava il mondo intero contrapponendo la forza della bellezza, dell’arte, dell’ingegno umano alla forza bruta delle armi.
Una bellezza così sconvolgente, così potente e così mozzafiato da rendere il capoluogo toscano un faro, una guida verso una nuova epoca di rinascita.
Tutte le più grandi personalità italiane hanno intrecciato la loro storia a quella di Firenze, contribuendo alla trasformazione di questo luogo in un vero e proprio tesoro per l’intera umanità.
Giotto, Dante Alighieri, Piero della Francesca, Michelangelo Buonarroti, Filippo Brunelleschi, Giorgio Vasari, Galileo Galilei, Raffaello Sanzio, Donatello, Leonardo da Vinci.
Di tutti loro, così come di tanti altri, si può avvertire l’impronta indelebile contemplando l’armonia delle strade, la geometria perfetta delle chiese, la stupefacente maestosità delle opere d’arte raccolte in un centro storico che prende le sembianze di una caverna delle meraviglie.
Non è un caso, inoltre, che proprio a Firenze, nella chiesa di Santa Croce, siano conservati i resti mortali dei più grandi italiani di sempre. Quasi come se la bellezza che questi artisti hanno raggiunto in vita potesse conservarsi intatta solo in una città che ha fatto dell’armonia il suo modus vivendi.

E contemplando questo stupendo gioiello dall’alto di Piazzale Michelangelo, al tramonto, con i musicisti di strada che suonano gli accordi di Imagine di John Lennon, alla meraviglia si affianca anche un fastidioso, quanto amaro, senso di rammarico. Rammarico per tutto quello che eravamo, per tutto quello che noi italiani saremmo capaci di essere se solo credessimo ancora una volta nella potenza del bello, nella forza dell’armonia, nella massima espressione del nostro intelletto.

Abbiamo creato città straordinarie. Reso ancora più bella una terra dai paesaggi mozzafiato. È il momento di ricominciare a vivere di bellezza.

Perché io ci credo ancora che la bellezza salverà il mondo.

Tomas

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