Umbria | #20.0

Visitare l’Umbria è come ripararsi sotto le coperte quando fuori c’è il temporale. Ti senti protetto.
Ti senti protetto grazie al dolce abbraccio delle sue montagne, di gran lunga meno severe e solenni delle Alpi, ma molto più disposte ad accoglierti tra le loro braccia.
Ti senti protetto grazie al suo cibo. Semplice, casereccio, incredibilmente saporito. Servito nelle osterie e negli agriturismi davanti al fuoco crepitante di un gigantesco camino. Con la pioggia che crivella i vetri e il vento che ulula nei boschi in lontananza. Mentre il vino che hai appena bevuto ti scalda lo stomaco e ti culla i pensieri, pronto a traghettarti verso il regno di Morfeo.
Ti senti protetto dalla sua natura. Una natura che qui, più che in altre zone d’Italia, regna sovrana e scandisce i ritmi della vita dei suoi abitanti. Una natura che non ha bisogno di presentazioni e ti regala tutto quello che ha. Devi solo contemplarla.
Una natura fatta di foreste verdissime, fertili valli incastonate alle pendici dei monti e cascate dal ruggito maestoso che ispirano le penne dei poeti.
Ti senti protetto dai suoi borghi arroccati sulle colline. Borghi che sfidano imperterriti il passare inesorabile del tempo. Borghi che, nonostante siano stati vittima di innumerevoli terremoti, continuano a risorgere dalle loro ceneri, ogni volta più belli.
Norcia, Castelluccio, Cascia, Spoleto, Assisi, Spello, Foligno, Todi, Orvieto, Gubbio.
L’elenco potrebbe includere qualsiasi paesino di questa regione. Una regione in cui ogni città, riesce a creare quella magia in grado di accoglierti, di proteggerti e di rasserenarti.

Sì, l’Umbria ha una magia tutta sua.
Una magia che, forse, deriva dalla sua posizione, nel cuore del nostro Paese.
Perché è dal cuore che tutto parte, è nel cuore che tutto viene custodito, è col cuore che si costruiscono le cose più belle.
E il popolo umbro questo lo ha capito. Lo ha capito alla grande.
Non è un caso che quattro dei Santi più importanti della Penisola, siano nati a una manciata di chilometri di distanza gli uni dagli altri.
San Francesco. Santa Chiara. Santa Rita. San Benedetto.
Quattro grandi figure che hanno parlato e continuano a parlare col linguaggio dell’amore.
Quattro grandi figure che sono riuscite a cogliere l’essenza della loro terra, a farla loro e a trasmetterla al mondo intero.

Dopo l’ennesimo viaggio in Umbria, penso di aver capito perché, ogni tanto, sento il bisogno di tornare a visitare la tomba di San Francesco, nelle viscere della Basilica di San Francesco, ad Assisi.
Non so come un solo uomo sia riuscito a raccogliere tutta questa energia e a continuare a irradiarla ai quattro angoli della penisola.
Ma so che è lì, dentro quel blocco di mattoni e cemento, il cuore del nostro Paese. È lì che batte all’impazzata, a un ritmo forsennato.
Il suo battito è un battito stupendo. Un battito che illumina e che riscalda.Ed è bellissimo ascoltarlo.

Tomas

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